A San Valentino dillo con un fiore: ecco il significato dei più gettonati

A San Valentino si regalano all’amata (o perché no anche all’amato) tanti fiori. Ma conosciamo il significato dei fiori che doniamo? Vediamo 5 fiori perfetti per essere regalati al partner che portano in sè messaggi di amore profondo…con un occhio all’estetica. Perché va bene il il significato, ma l’incanto di un bel mazzo di fiori ben scelti parla da sè.

san valentino

ROSE ROSSE

Imprescindibili per i più tradizionalisti, sono il vero simbolo di San Valentino. Perfetti per quelli che credono che l’amore debba essere passionale, tormentato e assoluto. O bianco o nero. Regalare delle rose rosse significa sposare appieno quel concetto di amore da gran romanzo o da film. Nella mitologia la rosa era associata al mito di Afrodite e Adone. La dea, innamorata del giovane cacciatore, nulla può fare per salvarlo dalla morte provocata dall’attacco di un cinghiale. Nel soccorrere l’amato, Afrodite si ferisce con dei rovi e il suo sangue fa sbocciare delle rose rosse. Zeus commosso dal dolore della dea, permette ad Adone di vivere quattro mesi nell’Ade, quattro nel mondo dei vivi, e altri quattro dove avrebbe preferito: per questo la rosa viene considerata simbolo dell’amore che vince la morte e anche di rinascita.

Quando le regalate (o ricevete) tenetelo a mente.

CAMELIE

Belle, bellissime le camelie. Nel linguaggio dei fiori la camelia vuol dire perfetta bellezza e se regalata è segno di stima. Nella cultura orientale la camelia è il simbolo della devozione eterna tra gli innamorati, per questo è fra i fiori perfetti da regalare a San Valentino. Secondo la leggenda, la camelia proviene dall’isola Honsu, in Giappone, il sacro luogo della Dea del Sole Amaterasu, da cui deriva la stirpe imperiale. La nascita del fiore è legata alle vicende del dio del vento, Susanoo, che per liberare il mondo dal malvagio serpente a otto teste, che ogni anno esigeva il sacrificio della più bella fanciulla del villaggio, si recò nel regno dell’oltretomba a creare una spada, all’interno della quale imprigionò un raggio di sole e con la quale trafisse il terribile serpente. Sconfitto il mostro, Susanoo poggiò la spada insanguinata sull’erba, e questa iniziò a tingersi di rosso: da quella macchia apparve un arbusto dalle foglie lucidissime e dai fiori bianchi con alcuna macchioline rosse. I fiori vennero chiamati tsubaki, conosciuti anche come rose del Giappone e la loro caratteristica era di non perdere i petali ma di cadere interi dalla pianta, e diventarono il simbolo delle vite interrotte prematuramente dal mostro.

Insomma una versione orientale della classica rosa.

CALLE

Chi opta per questi magnifici e raffinati fiori ha una personalità elegante e probabilmente un modo di vivere e intendere l’amore meno esibito e più concreto. Nel linguaggio sottile dei fiori, la calla riveste un ruolo molto particolare. Il suo stesso nome, dal greco “kalós”, ovvero “bello”, chi ve ne fa dono, quindi, intende celebrare la vostra bellezza ma potrebbe avere anche intenzioni più serie.

Secondo la mitologia greca la calla nasceva dalle gocce di latte cadute dal seno della dea Era, divinità preposta al matrimonio, al parto e alla fecondità. Belle e impegnative….

TULIPANI

Veniamo a un fiore amatissimo e largamente diffuso: il tulipano. Una leggenda persiana racconta l’origine dei tulipani. C’era una volta un giovane di nome Shirin innamorato della bella Ferhad, un amore ricambiato ma destinato ad essere spezzato. Secondo la leggenda Shirin era partito in cerca di fortuna, lasciando la sua amata. Per molto tempo, la donna aveva atteso un suo ritorno, un giorno mentre vagava alla ricerca del ragazzo, cadde su delle pietre aguzze e pianse con la consapevolezza che sarebbe morta senza rivedere Shirin. Le sue lacrime si mescolarono al sangue e cadendo goccia dopo goccia sul terreno, si trasformarono in bellissimi fiori rossi: i tulipani. Da allora tutte le primavere questi fiori tornano a fiorire in ricordo di questo amore.

Un dolore, per quanto profondo, non impedisce una rinascita.

LILLA’

Chiude la carrellara un fiore vivace, originale e spensierato: il Lillà. Nel linguaggio dei fiori i lillà rappresentano l’infanzia e l’adolescenza. Era antica credenza che le fate amassero stare tra i fiori di Lillà e che piantato in un luogo lo purificasse dal male. Donarli significa fare riferimento, quindi, a un mondo ancora innocente e ad una maniera giovane e spensierata di vivere l’amore, tipica delle prime cotte.